Affermare i diritti dei minori significa tutelare il diritto dei figli ad avere rapporti costanti ed assidui con entrambi i genitori. PAPA' SEPARATI è un nome scelto con molta attenzione, perché indica la diffusa condizione dei padri, separati dai figli, ostacolati nello svolgere il loro ruolo educativo dei figli minorenni, sia per orientamenti della giurisprudenza, sia per comportamenti escludenti. .
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Privacy e Servizio Sociale

Privacy e Servizio Sociale: i “Ladri di bambini” hanno finito di nascondere le prove…


di Paolo Quercia (Assistente Sociale)

E’ finita la riservatezza che i Ladri di Bambini alias Assistenti Sociali tanto dedicavano ai loro dossier, ermeticamente chiusi negli armadi ai quali nessuno doveva avvicinarsi senza aver prima pronunciato la parola d’ordine o la password magica! Tanti sonni tranquilli sono finiti: attenzione alle note riportate, a quanto scrivete!!

Con un provvedimento del 28 settembre 2001 (Presidente Rodotà, relatore Paissan. Pronunciamento del Garante del 28.09.2001 n. di protocollo 11294/17385) l’Autorità Garante per la Privacy in un procedimento proposto dallo Studio Legale Avv.Melchionna del Foro di Roma, cito testualmente dall’articolo che trova anche quest’ultimo come autore, in www.papaseparati.it, ha fornito della nozione di “dato personale” un’interpretazione dinamica e relazionale, affermando che esso è costituito da “ogni notizia, informazione o elemento che abbia un’efficacia informativa tale da fornire un contributo di conoscenza rispetto ad un soggetto identificato ed identificabile, con riferimento sia ad informazioni oggettivamente caratterizzate, sia a descrizioni, giudizi, comportamenti, analisi o ricostruzioni di profili personali” ha conseguentemente ordinato che nei riguardi di un genitore, che assistito dallo Studio Legale aveva chiesto dell’intervento, fossero fornite non solo i dati personali acquisiti dai Servizi Sociali, ma anche “i dati di tipo valutativo”, vale a dire anche i giudizi formulati a suo riguardo.

L’articolo ha come titolo “il Garante della Privacy modifica drasticamente il ruolo dei servizi sociali nella giustizia minorile”.

Pur partendo da una capziosa e generalizzata affermazione (quale la divulgazione della vicenda perché sia utilizzabile cito testualmente “nei frequenti casi di abuso di potere dei Servizi Sociali” in cui osservo purtroppo una caduta di stile dello Studio Legale citato e auspico in ogni modo, in tal senso, abbia indicato all’Autorità Giudiziaria o alla competente Commissione Disciplinare dell’Ordine Professionale degli Assistenti Sociali i fatti conosciuti), non posso che condividere il titolo dell’articolo.

Nel rapporto professionale con un nucleo familiare sottoposto ad indagini psicosociali da parte dei Servizi Sociali, su mandato della Procura della Repubblica o dallo stesso Tribunale per i Minorenni, è in ogni modo corretto e auspicabile una “restituzione” al nucleo stesso di quello che è stato l’intervento, di cui dovrà oltremodo essere stato informato ufficialmente, delle valutazioni e delle proposte che saranno poi inviate all’Organo Giudiziario.

Personalmente sono anni che la “prima convocazione” la effettuo attraverso formale notifica con gli estremi del mandato quindi protocollo, data e nome del magistrato competente; leggo alle persone interessate la richiesta ricevuta e li informo sia dello svolgimento effettivo del mandato come delle conclusioni e delle proposte che saranno avanzate.

Non credo che vi sia una novità in questo: il fulcro invece del tema credo sia la generalizzazione della modalità di accesso e di trattamento degli atti depositati presso i Servizi Sociali che, appunto concordo, questo pronunciamento del Garante cambia nelle sua prassi storica e consolidata di gestione.

Se, infatti, è innegabile che la stessa categoria professionale si è posta il problema di un’osservanza della legge 675 del 1996 attenta e puntuale diversamente, nella pratica delle situazioni quotidiane, necessiterebbe una riflessione attenta di prassi e modalità che non rischino di creare danni ovvero rischi per il minore o terzi.

Penso alle situazioni nelle quali una donna ci racconta la sua difficoltà per violenze intrafamiliari, ai casi di abuso sui minori o su persone in difficoltà perché anche qui la regola è la stessa: è, infatti, lecita la richiesta ai sensi della legge 241/90 di accedere agli atti.

Qualche Amministrazione ha ritenuto risolvere il problema affermando che qualora i fascicoli degli utenti contengano notizie o documenti strettamente riservati, sia per tutelare altri soggetti implicati, sia perché di esclusiva competenza dell’Autorità Giudiziaria, o perché protetti specificatamente da norme di legge, quali ad esempio quelle riguardanti i soggetti adottanti (art.24, commi 3-4, legge 149/01), tali dati non potranno essere forniti agli interessati, tranne che nei casi in cui ciò sia espressamente autorizzato dall’Autorità Giudiziaria.

Ma non è sufficiente.

Infatti, chi è che decide che certe informazioni sono riservate da non dover essere divulgate e in conformità a quale giurisprudenza? Facciamo un esempio pratico.

Un Servizio Sociale in una fase “istruttoria” apprende delle informazioni cerca presunti abusi su un minore e viene incaricato di approfondire la situazione. Non ci sono ancora elementi sufficienti per il magistrato per effettuare un all’allontanamento cautelativo; viene pertanto chiesta un’indagine psicosociale. In questa fase arriva un’istanza di acquisizione di informazioni presente nel fascicolo del Servizio Sociale ex Legge 241/90.

Non c’è bisogno di continuare: immagino sia chiaro che in quell’Ufficio si comincerà a telefonare al Tribunale per chiedere come comportarsi, al proprio Dirigente per porsi un problema che fino ad oggi non lo aveva forse sfiorato. Perché salvo che non vi sia un chiaro pronunciamento di un magistrato, come in un recente passato che taluni atti erano riservati, la soluzione che esistano “notizie o documenti strettamente riservati” è chiaramente una bella fantasia anche perché certamente un genitore è persona interessata in un procedimento civile riguardante il figlio.

Non ho una soluzione proponibile perché questo problema non è solo dei Servizi Sociali: anche molti Tribunali dei Minorenni italiani procedono per la linea che i loro dossier non siano più secretabili, salvo che per espressa richiesta della Procura della Repubblica Penale su procedura aperta.

Poco tempo fa mi è capitata la iattura di una donna che aveva denunciato il marito per violenze e percosse su di se e i figli inserita dalle Forze dell’Ordine in luogo protetto: ebbene un Tribunale per i minorenni notificava al marito, già in carcere per diversi precedenti, fatti e luogo di permanenza della donna stessa…

E gli effetti più evidenti del Ddl 2517, come abbiamo già in altra sede sottolineato, del Ministro della Giustizia Castelli in discussione in Parlamento che se non modificato ci trasformerà in “ausiliari dei Tribunali”, saranno un più marcato sconvolgimento della figura degli operatori in rapporto di collaborazione con la giustizia minorile sempre più oggi indirizzati e vissuti come “antagonisti”, in un procedimento giudiziario nel quale il minore rappresenta più una parte di un contenzioso più generale, con il rischio di non essere più soggetto da tutelare e quindi di prioritari diritti.

Sono sempre convinto che privacy, trasparenza e quindi accesso agli atti da parte del cittadino siano diritti fondamentali ma prestiamo la massima attenzione perché parimenti queste innovazioni chiedevano una regolamentazione degli uffici e degli stessi procedimenti.

Si rischia che quest’assenza di attenzione, ispecie da parte degli Enti locali deputati in primis alla tutela dell’infanzia e delle fasce deboli, si rilevi una deblance del sistema e non certo dello “strapotere dei Servizi Sociali”.

http://www.serviziosociale.com/quercia.htm

Stato dell'arte sulla residenza altenata FR

Etat des connaissances scientifiques
sur la résidence alternée
Synthèse bibliographique
Claude Bailly, Février 2002

Avertissement

Ce document rassemble et synthétise les publications récentes tant françaises qu’internationales sur le développement du petit enfant. Il cite les travaux publiés dans les revues scientifiques ou en livre par des chercheurs universitaires, psychologues, cliniciens, psychiatres, pédiatres, sociologues, ethnologues, ...

Il met l’accent sur les connaissances confirmées expérimentalement et sur les analyses rigoureuses basées sur l’observation. Il convient, en effet, de différencier ce qui est connaissance scientifiquement vérifiée de ce qui est hypothèse, croyance a priori, opinion affirmée sans justification ou encore généralisation sans précaution d’un cas individuel.

Résumé des citations

  • Les enfants sont attachés au père comme à la mère dés le plus jeune age.

On sait aujourd'hui sans ambiguïté que, dés la naissance, le père est autant que la mère nécessaire au développement affectif et psychologique de l'enfant. Les réactions d’attachement et l’angoisse de la séparation existent pour le père comme pour la mère.

  • La résidence alternée favorise l’équilibre psychologique de l’enfant.
Les études empiriques montrent que les enfants bénéficiant d’une résidence alternée ont un meilleur équilibre psychologique, relationnel et éducatif que les enfants résidant chez un seul parent.
  • Les nourrissons bénéficient aussi de la résidence alternée.
  • La résidence alternée fonctionne même sans entente entre les parents
L’entente entre les parents n’est pas une condition nécessaire aux bienfaits sur les enfants. De
nombreux cas sont observés ou, tout en hébergeant chacun l’enfant à parité, les parents sont en
désaccord ou en conflit.
  • Les jeunes enfant bénéficiant de la présence continue de leur père ont un meilleur développement.
  • Les hommes sont aussi compétents et efficaces que les femmes.
L’observation scientifique ne montre aucune infériorité ou supériorité intrinsèque de l’homme sur la femme pour élever des jeunes enfants. La place prépondérante accordée à la mère en occident au XIX ème et XX ème siècle n’a aucun fondement scientifique. Elle semble être purement idéologique et culturelle, liée au partage social des rôles entre hommes et femmes.

La storia di Mario

Storia di Mario

Riporto la storia di Mario così come me l' ha spedita...

Sono credente e non mi sarei mai separato per l'amore per mio figlio e quello che avevo per la mia ex moglie (sono divorziato, su richiesta della mia ex). Un giorno, però, l'allora mia moglie se ne è andata, portando via il figlio di otto anni, con l'intento di non farlo più vedere, a me ed a tutti i miei parenti, nonni compresi (85 e 90 anni), ed attuando tutte le tecniche della madre malevola, al momento ci e' riuscita.Dopo 5 anni di andirivieni tra le due case dei genitori, contento con me ed i miei (salvo tremende telefonate di controllo della madre e dei suoi), una mattina che l' ho accompagnato a scuola, sbattendo con un calcio la portiera della macchina, mio figlio disse: "ORA BASTA SONO 5 ANNI CHE MI ROMPI I C....., NON FARTI MAI PIU' VEDERE, NON STO SCHERZANDO". Aveva 13 anni ed era i giorno prima della S. Cresima, ora sono due anni e 4 mesi che non lo vedo e che non mi vuol più vedere. Seguo mio figlio a scuola, lui lo sa e non mi vuole parlare. Al momento della separazione avevo chiesto perizie del tribunale (CTU, per chi non lo sa), per noi tre e dopo un perizia psicologica, ed una psichiatrica ne e' uscita questa sentenza di separazione che Vi trasmetto in stralcio, con miei commenti, vedete un po' Voi che "perle":

SENTENZA SEPARAZIONE 190/96

“....talchè il recepimento di quelle richieste, processualmente ineccepibile ed in concreto senza alternative, non vale certo ad evitare che il caso ... venga segnalato al Tribunale dei Minori per gli accertamenti ed i provvedimenti di competenza avendo ad opinione del Collegio, entrambi i genitori dato adito, con il loro comportamento, a più d'un legittimo dubbio sulle rispettive capacità e buona fede nell'educazione del figlio.”

ENTRAMBI I GENITORI!!!! Grazie agli psicologi che dicono che la colpa è di entrambi i genitori....

“Ciò premesso, devesi osservare come indubbia appaia la fondatezza della domanda di separazione, giacchè la convivenza dei coniugi, del resto interrottasi nei fatti ben prima della proposizione della domanda giudiziale, è certamente impossibile ed inopportuna tanto per quanto concerne i loro rapporti che l'educazione del figlio.

Quanto all'affidamento di quest'ultimo, in aderenza all'opinione del CTU ...appare opportuno confermarne l'affidamento alla madre, non per particolari inclinazioni di costei ma unicamente per non traumatizzare ulteriormente il minore,

(si commenta da sola!!!! ndr)

che alla situazione di fatto dev' essersi in qualche modo adattato.

(idem !!!! ndr)

Naturalmente i rapporti tra padre e figlio debbono essere favoriti al massimo, e qualunque ostacolo dovesse esservi frapposto non potrà che provocare mutamenti nel regime di affidamento, giacchè l'interesse del minore vuole che per il suo corretto sviluppo psichico, il ruolo e la presenza del padre siano costanti.

Vedete più avanti su questo punto...

Non rientra nelle possibilità di legge la nomina di un "mediatore delle istanze dei genitori": l'incapacità dei genitori di gestire correttamente i loro rapporti nell’interesse del figlio, poiché varrebbe a dimostrarne l'inidoneità al ruolo educativo che dovrebbero ricoprire, trova conseguenza e sanzione nella modifica del regime di affidamento o, al limite, in provvedimenti ancor più rigorosi di tutela del minore.”

In altre parole: la legge non prevede un mediatore delle istanze dei genitori, se non siete capaci a guardarvelo, ve lo togliamo, .... A CHI GIOVA tutto ciò??? Al minore o a chi???

Grazie alle interferenze continue della madre e dei suoi parenti, mi sono rivolto CINQUE volte al GIUDICE TUTELARE. Risultato: per tre volte ha convocato me e la mia ex moglie e una volta o due anche il figlio (allora decenne) con alcun successivo risultato.

Dopo che mio figlio mi ha apostrofato, a 13 anni, come su descritto, mi sono rivolto nuovamente al Giudice Tutelare perché mi convocasse e affinchè potesse aiutarmi, ma evitando di portare nuovamente mio figlio e la mia ex in tribunale, ed I GIUDICI TUTELARI, DIVERSI NELLE DUE ISTANZE, MI HANNO RISPOSTO PER DUE VOLTE COME SEGUE (testuali ndr):

“..... la convocazione del padre, in assenza della madre, si palesa inopportuna....”

Cioè ARRANGIATI !!!! , con i risultati che sapete.... Le sentenze sono reali e documentabili.

Oggi nella stragrande maggioranza dei casi i figli sono affidati alle madri, che sono già sicure di questo in partenza ed alcune ne abusano, ed a causa del loro odio verso l'ex marito non esitano a mettere il figlio contro di esso, con grave danno per il minore. Questa sindrome in America è già nota da tempo come "Sindrome di alienazione parentale" (PAS) e su questa è stato scritto un trattato molto interessante: "Sindrome della madre malevola in casi di divorzio", dal sito della Associazione Crescere Insieme di Firenze che ringrazio per questo contributo. Questo testo è del 1992, basato su testi ancora precedenti, fino al 1985, e a tutt'oggi 2001, settembre, sembra ancora ignorato da tanti giudici, avvocati e psicologi, che danno comunque, sempre ragione alle mamme.

Mario

Chi Siamo

Papà separati, Associazione per la tutela dei figli nella separazione nasce storicamente prima a Milano e poi a Napoli dove si e' sviluppato il progetto di ONLUS a livello nazionale, sviluppando una serie di sedi operative su tutto il territorio. Papà separati fra i suoi iscritti e volontari annovera genitori e persone a loro vicine che provano le conseguenze causate dai limiti imposti all'esercizio del ruolo genitoriale con la difficoltà a mantenere un rapporto equilibrato con i propri figli per "educarli insieme" all'altro genitore.

Della associazione fanno parte genitori (sia padri che madri) e anche figli di separati che sono convinti che per la crescita e per l' educazione dei figli sia necessaria la presenza di entrambi i genitori. Padri che vorrebbero fare i padri, ma, a causa della separazione, trovano forti impedimenti, madri che vorrebbero che i loro ex mariti fossero più presenti nella educazione dei figli, meno assenteisti. Non quindi una associazione in contrapposizione alle mamme, ma convinta che ciascun bambino ha necessita' di pari rapporti genitoriali con due genitori, in modo equilibrato. Una scelta a favore della logica educativa dei figli, bisognosi di quel clima di molteplicita' educativa propria della famiglia unita, che può e deve essere ricreato in parte anche dopo la separazione.

Siamo un assocazione che raccoglie persone che in prima persona vivono questa esperienza dolorosa, diventandone non solo studiosi della materia, ma soprattutto attenti osservatori delle disfuzioni normative, dei comportamenti non civili delle parti coinvolte, e di patologie psicologiche che potrebbero essere recuperabili attraverso percorsi, purtroppo assenti nell'ambito della tutela e difesa della famiglia e dei minori, e qualora affrontati non sempre supportati da una adeguata professionalità da parte di Operatori e Istituzioni.

"PAPA' SEPARATI" è un nome scelto con molta attenzione, perché sta ad indicare la condizione diffusa dei padri che, nella separazione, sono separati dai figli, impossibilitati, sia per gli attuali orientamenti restrittivi della giurisprudenza, sia per una serie di discriminazione e di violazione di legge, a svolgere il loro ruolo educativo particolarmente importante quando nella separazione sono coinvolti figli minorenni.

Nella realtà attuale il padre è spesso relegato al ruolo d'erogatore di un assegno mensile o a quello di genitore del tempo libero, dello svago, in una condizione sostanzialmente marginale e secondaria rispetto la madre, con tanti saluti ai principi dell’eguaglianza stabilita dalla Costituzione. Ed ecco dunque il legame fra la prima e la seconda denominazione dell’Associazione, fra la condizione di "separati dai figli" e la tutela dei diritti dei minori nella separazione.

Affermare con forte convinzione questi diritti dei minori significa valorizzare il diritto dei figli ad avere rapporti costanti ed assidui con entrambi i genitori, anche con quello non affidatario, onde evitare vuoti affettivi e disorientamenti morali e psicologici che possono essere molto dannosi per lo sviluppo equilibrato della loro personalità.

Potrebbero sembrare concetti ovvi, quasi scontati, ma purtroppo non lo sono affatto, nonostante la Convenzione internazionale sui diritti dei minori – sottoscritta anche dall’Italia - e la legge 176/91 (che recepisce nel nostro ordinamento tale convenzione) prevedano la continuità, la regolarità e l’assiduità del rapporto padre- figli, ma sono in realtà disattese ed ignorate per una persistente abitudine a privilegiare, in modo del tutto antidemocratico, il ruolo della madre.

Va facendosi strada, nelle più recenti ricerche di psicologia dell’età evolutiva ed anche nella coscienza collettiva, l’importanza di un recupero del ruolo paterno, in posizione paritaria rispetto a quello della madre, per l’educazione dei figli non solo nella famiglia unita ma anche e soprattutto nella separazione. E’ sempre più vivo ed avvertito un fermento nel senso di una riscoperta della paternità nelle nuove condizioni della famiglia nell’epoca attuale. " Papà separati" vuole essere anche un contributo significativo per questa nuova consapevolezza della paternità nella separazione. Ciò implica una netta presa di posizione sia verso le madri che, abusando della loro posizione di " coniuge affidatario" intralciano il rapporto padre-figli e talvolta lo annullano di fatto, che nei confronti di quei padri che fuggono dalle loro responsabilità educative e si assentano dalla vita dei figli.

E’ di fondamentale importanza quindi che nella separazione non ci siano genitori di serie A e di serie B, ma si sviluppi un rapporto di collaborazione e di dialogo fra i genitori separati in funzione dell’interesse dei figli, poiché lo sviluppo di un clima di rapporto pacato è essenziale per la loro serenità.
Sulla base di questi principi – che sono definiti nello Statuto – l’Associazione, si è costituita e si è diffusa in tutta Italia ed ora nasce anche a Napoli in un momento particolarmente importante per la storia del costume e del diritto di famiglia nella nostra nazione, un momento di trasformazione segnato dalla discussione, nella competente Commisione parlamentare, del nuovo disegno di legge sull’affidamento paritetico.

L’Associazione si propone anche di dare assistenza ai quei genitori che vivono le difficoltà della separazione, avvalendosi della collaborazione d'esperti sia nel campo psicologico che in quello giuridico.

L’Associazione si propone di promuovere dibattiti e convegni con esperti e specialisti della materia per sensibilizzare l’opinione pubblica su tali problemi e diffondere una NUOVA CULTURA DELLA PATERNITA’ E DELLA SEPARAZIONE fondata sul recupero del ruolo educativo del padre, insieme alla madre, verso i figli.

Un problema molto attuale è, infatti, quello della impreparazione in cui ciascuno dei coniugi si ritrova dopo la separazione; occorre quindi dare, in termini di volontariato, un aiuto per fronteggiare questa situazione. I principi, comuni a laici e cattolici, della solidarietà, della tolleranza e del dialogo sono, per la nostra Associazione, un elemento d'essenziale importanza.

Cosa Facciamo

L'Associazione nasce dalle necessità di fornire a tutti i genitori che vogliono vivere la loro, paternità o maternità con consapevolezza e partecipazione, un punto di riferimento di carattere psicologico, pedagogico e legale.

La nostra attività, è mirata a promuovere ed incentivare la creazione di una nuova cultura nella separazione, in linea con le nuove condizioni sociali e con l'evoluzione dei tempi e con quanto stabilito nella Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia( recepita dalla nostra Legislazione - Legge n° 176 del 27/5/91 ).

Tutelare quindi gli interessi del minore, garantendogli il mantenimento delle relazioni personali e contatti diretti in modo regolare con entrambi i genitori, ricevendo cure, educazione, istruzione, l'affetto da ciascuno di essi è il nostro obiettivo principale. In sostanza una "nuova cultura", che porta, anche dopo la separazione entrambi i genitori ad "educare insieme" i figli in posizione di assoluta parità, dando importanza soprattutto alla normale crescita psicofisica di essi. Condizione essenziale, perché ciò si verifichi, è il mantenimento di buoni rapporti tra gli ex coniugi.

Aiutare coloro che vivono questa esperienza diffondendo tali nuovi "diritti dei figli" e dei genitori, promuovendo la cultura della solidarietà a vantaggio e a favore delle categorie sociali più svantaggiate e una migliore qualità della vita dei minori a rischio e dei figli dei separati;

Fornire assistenza umana e sociale ai genitori che, per qualsivoglia ragione, si trovino in difficoltà nello svolgimento della funzione naturale di genitori;

Tutelare e promuovere i diritti dei genitori non conviventi o non affidatari;

Promuovere attività educative e culturale intesa a valorizzare la funzione genitoriale.

Organizzare riunioni, convegni, congressi, attività formative curando pubblicazioni e la diffusione di notizie ed informazioni ed operare nei seguenti campi:

Preventivo: attraverso una capillare opera di divulgazione, stabilendo regole nuove e più adatte alle necessità dei figli coinvolgendo su queste problematiche politici, mediatori familiari, educatori, psicologi, giudici, consultori ecc sia in via preventiva che assistenziale.

Far emergere una casistica di situazioni abnormi comunque permesse dall'attuale legislazione e prassi e supportata dall'attuale cultura.

Proporsi come punto di riferimento concreto per quanti hanno problemi legati alla paternità e maternità di carattere psicologico, pedagogico e legale.

Proporsi come Ente di raccordo fra i genitori separati e le pubbliche istituzioni.

Incoraggiare e favorire studi e ricerche.

Istituire borse di studio e stabilire collegamenti con ENTI ed Organizzazioni nazionali ed estere che svolgono attività nell'area.

Giuridico: appoggiando proposte di legge, presentate attraverso tutti i gruppi parlamentari ed elaborate già da altre associazioni quali "Crescere Insieme" con la nostra associazione nazionale, miranti a modificare le attuali modalità di attuazione della separazione.

Tale proposte si basano sulla indissolubilità della coppia genitoriale dopo la separazione; sulla garanzia di parità di considerazione dei genitori;
sulla creazione di più qualificati servizi di mediazione familiare o di specializzazione di quelli già esistenti, ai quali far riferimento nella separazione, nella elaborazione di un progetto educativo/accordo di separazione che affronta e regolamenta i principali motivi di disaccordo per ridurre al minimo le occasioni di conflittualità con particolare riferimento alla pariteticità del rapporto con i figli e ad una equa distribuzione dei beni patrimoniali.

Culturale: operare con l'ausilio dei media per un cambiamento della cultura della paternità, ora fortemente penalizzata da pesanti pregiudizi culturali. Incontri di accoglienza e di ascolto per i nuovi associati con lo scopo di dare assistenza ai genitori separati ed ai loro figli.

Legale: l'Associazione offre a tutti i soci vecchi e nuovi un servizio gratuito di consulenza in campo legale con un elenco di specialisti in diritto di famiglia, che operano in accordo con gli scopi dell'Associazione.

Psicologico, della mediazione familiare e genitoriale: incontri periodici con personale specializzato in campo psicologico e nella mediazione familiare, fornendo quei chiarimenti, ed indicazioni generali per valorizzare il ruolo dei genitori anche dopo la separazione.

E’ stato istituito un "Centro studi permanente della coppia genitoriale" che si propone di osservare e di studiare i cambiamenti dei costumi, dei valori della nostra società in rapporto all’evoluzione dei tempi.

Inoltre nell’ambito del benessere e del normale sviluppo psicofisico dei minori è stato istituito un "Laboratorio di espressione creativa per i bambini" per dar loro uno spazio per uno sviluppo armonioso delle potenzialità creative e sociali del minore, che in una società come l’attuale tende ad essere eccessivamente regolato ed incanalato entro spazi precostituiti dando così la possibilità ai minori di rapportarsi meglio con se stessi e con l’esterno.

Pedagogico: incontri periodici mirati a dare consapevolezza che nel rapporto con i figli, la nuova situazione createsi richiede impegni diversi e maggiori da quelli profusi prima della separazione.

Organizzativo: incontri miranti a rendere efficiente l'organizzazione dei singoli gruppi a livello locale , regionale e nazionale.

Informativo: raccolta e disponibilità di recenti articoli inerenti la separazione/divorzio e l'affido dei figli, oltre che in elenco di pubblicazioni sul tema.

Saranno periodicamente commentate pubblicazioni recenti e non utili per creare una nuova cultura nella separazione.

Ricreativo: a latere delle attività suddette l'Associazione si propone di organizzare attività ricreative, che vedono coinvolti, insieme dove possibile sia i genitori che i figli stessi.

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